E allora lo dico: Butcher’s Crossing è un piccolo capolavoro sconosciuto o quasi. Dall’autore di Stoner John Edward Williams un’epopea del west scritta con minuzia, abilità e una maestria nella descrizione dei luoghi, dei personaggi, un bell’approfondimento psicologico e del travaglio interiore di ciascuno che vi terrà incollati al libro fino all’ultima pagina.

William Andrews  è un giovane di 23 anni di famiglia agiata che viene da Boston. Ma la vita di città non fa per lui e con tutti i risparmi che ha a disposizione, si avvia verso il West fino ad arrivare al remoto, semi-disabitato villaggio di Butcher’s Crossing, uno degli ultimi avamposti per la caccia al bisonte, fonte delle preziose e sempre più rare ormai, pelli. La magistrale penna di Williams ci descrive e ci fa vivere l’atmosfera decadente del villaggio e dei suoi abitanti con i loro piccoli traffici: il mercante di pellicce, l’albergo da due soldi, la strada polverosa, il saloon con le sue prostitute. E fra queste Francine, diversa dalle altre, per la quale William prova da subito un affetto ricambiato. Ma la grande caccia ai bisonti lo aspetta: l’esperto Miller organizza il tutto e comincia questa avventura per lui, Will, Charley Hoge e Schneider, ognuno con le proprie motivazioni (rivincita, denaro, prova personale per diventare adulto) va incontro alla grande avventura: trovare la valle dei bisonti e cacciarli fino a portare così tante pelle da diventare ricchi una volta per tutte.

C’è tantissimo Steinbeck in Butcher’s Crossing: un filo che corre lungo tutto il libro, il filo dei destini degli uomini che si devono compiere nella loro inevitabilità, nella loro ineluttabilità. La strage di bisonti di Miller è vana, la ricerca della ricchezza di Schneider finisce nel peggiore dei modi e anche il povero Charley, devoto del Signore, che si affida al fato e tutto sommato chiede poco alla vita, dovrà fare i conti con le sue paure quando il whisky non basterà più a esorcizzarle. E in questo scenario di perdenti della vita, Will, perdente a sua volta, in questa  occasione, saprà fare a meno del denaro e dell’amicizia di Miller.

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