Essere John Malkovich è una cosa molto complicata. Sei una star del cinema, devi lavorare un sacco, devi dare interpretazioni memorabili, devi dire un sacco di cose profonde nelle interviste che poi andranno a finire nei contenuti speciali dei dvd, su internet, in tv.

Devi essere affascinante; devi essere grande, sei John Malkovich e non so se mi spiego. Certo, darà soddisfazioni.

Ma essere Bruce Campbell è tutta un”altra storia. Non sei un uomo, sei un”icona. Sei un eroe. Dei fumetti, in carne e ossa. E se quattro ragazzini si avventurano in un cimitero dell”Oregon e maldestramente risvegliano un male antico, qui altro che John Malkovich, qui ci vuole uno che sa il fatto suo; uno che castiga eserciti di zombi a colpi di doppietta, uno che maneggia la motosega come se fosse Excalibur.

Ci vuole Ash del reparto ferramenta. O se preferite, Bruce Campbell. Trovarlo si rivela un po” complicato, non perché disperso tra le nebbie del tempo a causa di un incantesimo arcano, ma a perché, ecco, ultimamente ha un po” trascurato il cinema preferendo la vita ascetica in una roulotte. A trascorrere le giornate in meditazione. Lui, i suoi pensieri, e un paio di bottiglie di whisky. All”inizio sembra uno scherzo del suo agente, ma poi si rende conto della gravità della situazione e dell”importanza di questa disperata richiesta d”aiuto. Appena tirano fuori i soldi, cioè. E la battaglia col maligno ha inizio, in un susseguirsi di colpi di scena, battute esilaranti con un Bruce Campbell spaccone e circense che rifà impietosamente il verso a sé stesso e a tutto il cinema di Sam Raimi. In una pellicola a basso costo ma di alto livello creativo. Gigione, spaccone e a volte un po’ autoreferenziale (ma per un gradasso del genere mi pare il minimo), Campbell ha saputo creare un personaggio accattivante, dirigendo allo stesso tempo una arguta parodia che non scade mai nella farsaccia. E tra una gag e una revolverata Bruce scaccerà il demone Guan-Di dal cimitero, conquisterà il cuore di Grace Thorsen (Kelly Graham) riuscendo in quell”impresa nobile e tanto, tanto difficile. Divertire ancora una volta

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